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Domenica 05 Ottobre 2008 16:49
 
Da “Tuttoscienze” de La stampa del 23/07/08

 
Paesaggio, Giardino e Botanica

 
CHE FOLLIA IL VERDE IN VERTICALE
Paolo Perrone

 
Vivere in città è sempre più difficile. Siamo le vittime di un sistema crudele ed impositivo: le ar­chitetture che ci circondano, quelle nuove, anzi nuovissime, sono spesso, anzi spessissimo, senza cuore. Nascono glaciali ed inospitali e vivono una vita tutta loro, staccata dalla realtà di noi poveri abitanti. Nascono come posto di idee più che luogo per le persone.
L'architettura non è soltanto scavare sottoterra per far volumi, o crescere in cielo, sempre per far vo­lumi, e far credere al pubblico di sfidare la realtà. L'uomo ha bisogno di spazi umani: e I grandi ar­chitetti, quelli amati dai fotografi e dai vippaioli, se ne strafottono. E' sufficiente vedere dove loro vivono e come vivono, e confrontarne la realtà con quello che loro propongono.
Le piante, gli alberi, gli spazi all'aperto sono visti come gentili concessioni alle umilianti e contin­genti situazioni dell'umanità: i giardini non sono, per loro, che delle demagogiche concessioni. Non vengono sentiti come una necessità: e non ci vengano a dire che un muro (il famoso e orripilante gia­rdino verticale), che piace tanto, tantissimo (anzi è il «must» di tutto un pensiero attuale, nevroti­co e verticale), è figlio dello spazio, di quello spazio non solo raro ma soprattutto mancante: è frutto di una pessima e mal disposta urbanizzazione. Le città sono le vittime, appunto, di intellettuali teorie scollate dalla realtà, e soprattutto piene di orrori.
L'uomo per sopravvivere adeguatamente ha bisogno, come tutti gli animali, di spazi precisi. Le nevrosi e la gran parte dei malesseri che ci circondano sono i frutti di una sbagliatissima
formula di vita, dove la persona, sradicata dal suo ambiente, sottratta al vivere normale, spremuta del suo lavoro, schiacciata da indotte esigenze di consumo, non viene risarcita in niente, e con niente. Se non farmaci e ricette. E terapie, tante terapie.
Calpestare un prato, coltivare i propri pomodori, non camminare su tombini e griglie, non dover subire arie condizionate e non dover combattere con la folla, non deve essere un privilegio: dovrebbe esser a portata di tutti. Crescere alberi dove si può (e dove a loro conviene) porterebbe non solo a sognare ma a vivere, con dignità, una vera, viva e piena realtà. Parola di un giardiniere.
scarica il pdf
 
Sabato 23 Agosto 2008 10:41
  Senza parole.......
 
Da sanremonews.it del 22 agosto 2008
http://sanremonews.it/it/internal.php?news_code=69492

 
L' "innovativa" posizione del PD su discariche di Ponticelli e Collette

 
In riferimento alle recenti dichiarazioni dell’assessore provinciale all’Ambiente Bellotti e del vicesindaco di Imperia Strescino sulla situazione critica della discarica di Ponticelli (accumulo di ri­fiuti con scarsa igiene della zona), il PD di Imperia invia alcune precisazioni.

 
"Anche se l’ufficializzazione della chiusura di Collette Ozzotto è del 7 agosto - si legge nel comuni­cato stama -, già da molto tempo la Provincia e il Comune di Imperia erano a conoscenza che quest’ultima discarica dovesse essere chiusa per mancanza di requisiti tecnici con conseguente sovra-accumulo su Ponticelli. Ma il vero problema è più a monte e cioè nell’incapacità della Provin­cia di promuovere una politica di raccolta differenziata con costruzione di termoval­orizzatore che doveva essere attuata già dal 2001, secondo le direttive regionali.
......continua........
 
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